Il segreto nello sguardo

copertina libro

i segreti del libro - prologo

Venezia, novembre 1747

Sono morta. Non perchè il soffio della vita abbia abbandonato le mie spoglie mortali, rese grevi e appesantite dal morbo, ma perchè mi sto appressando a una fine ben più dolorosa della morte. Il destino beffardo, come un amante tradito, sa dove colpire con maggior forza, al centro della più intima vulnerabilità dell'amato. Di tutte le sventure che potevano accanirsi contro di me, questa è la più ingrata. Il fato mi priva del senso necessario alla mia vita più del respiro, più del sostentamento, pur anco dell'amore.
Io, che attraverso lo sguardo ho fatto fiorire le carte, ho donato il volo alle aspettative senza ali dei miei committenti, ho trasformato uomini in dei e donne in regine, ho reso umani principi e re; io che con i miei pastelli ho regalato illusioni di immortalità, ora sento che mi vien meno lo strumento perfetto: la vista. Un giorno dopo l'altro, il buio penetra e inesorabile offusca la luce, il grigio sgrana i colori, le linee si sciolgono come lacrime. Il mondo si fa tremulo e niente rimane com'era. Nulla mi è più familiare.L'amarezza dell'inevitabile diventa rabbia che mi consuma, e temo d'impazzire.
Non poter più decifrare i tratti dei volti, non distinguere i toni e le gradazioni dei colori, non riuscire più a tracciare segni creativi sarà come un veleno che si insinua malignamente nelle mie vene, una morte lenta. Sto completando il mio estremo ritratto. Al caro Tonino ne ho confidato il titolo: La tragedia. Ho raffigurato il mio viso senza gli artifici e gli inganni della pittura, senza affettazione e senza pudori, lo sguardo perso nel futuro che non vedrò. Un unico vezzo: il capo cinto della corona d'alloro, ultima concessione al mio orgoglio di pittrice prima dell'arrivo del buio, e forse dell'oblio.
Tonino mi esorta a combattere, e mi accingo a farlo scrivendo queste memorie. Non c'è più tempo per indugiare. Dietro alcuni pensieri confusi e indomabili avverto la follia che forse s'impadronirà di me spegnendo la fiammella della ragione al pari delle mie luci sul mondo. Se tra breve non potrò più godere dell'armonia della natura, se diventerò presto estranea a me stessa e al Creato, voglio almeno che queste carte trattengano i miei pensieri, la mia vita.Dovrò ricomporre diari e frammenti disseminati negli anni e dare voce ai miei ricordi più cari. Magra consolazione per chi non intende dar gioco e partita alla sorte senza tentare un ultimo fiero scacco.
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